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Come coltivare l’Avocado

Negli ultimi anni è esplosa la moda dell’avocado, frutto esotico molto ricercato per la sua duttilità in molte ricette per arricchire insalate o per la creazione di salse. Girando in rete si trovano molteplici siti che decantano le proprietà miracolose di questo frutto cosa c’è di vero? Di vero c’è che è un ottimo frutto con un buon contenuto di minerali e omega-3 ma purtroppo i superpoteri finiscono qua.

Purtroppo l’avocado rimane un frutto ad un alto contenuto di grassi tanto che andrebbe trattato più come una fonte di grassi invece che come un classico frutto. Ma un altro lato negativo da non sottovalutare è che noi importiamo questo frutto da paesi esteri (principalmente Sud America) e nel nostro paese abbiamo pochissime piantagioni di avocado rendendo questo frutto molto caro nei supermercati.

 

Ma se proviamo a coltivarlo?
In questo articolo andrò a mostrarvi alcune tecniche che ho provato io stesso per la coltivazione di avocado, per arrivare ad avere dei frutti passeranno vari tentativi e vari anni ma nel frattempo possiamo sempre comprarli al supermercato.

Il seme

Per fare una piante serve un seme ma con l’avocado non abbiamo certo difficoltà a trovarlo visto che è bello grosso in posizione centrale. Per prima cosa dobbiamo prendere il seme (eh grazie che banalità) pulirlo e a questo punto possiamo intraprendere 3 diverse vie.
Molti agronomi consigliano di togliere il primo strato (di colore marrone) dal seme per facilitare la fuoriuscita della radice, altri invece consigliano solo di grattare la parte inferiore del seme (la potete riconoscere perché leggermente più schiacciata) con una grattugia. Io personalmente ho provato a far germogliare il seme di avocado senza toccare la parte esterna con ottimi risultati, anzi mi sono trovato in difficoltà con i semi senza involucro con tutta probabilità per colpa della mia casa abbastanza umida che ha fatto crescere delle muffe sulla superfice del seme. Voi provate in tutti e tre i modi e fatemi sapere con quale vi siete trovati meglio.

Germogliare

Una volta preparato il seme adesso dovrà galleggiare per metà in acqua e metà fuori per qualche settimana. La parte che deve essere immersa nell’acqua è quella più rotonda, che svilupperà le radici. Per aiutare il seme a galleggiare possiamo aiutarci con una bottiglia di plastica tagliata a metà con la parte superiore rivolta verso il basso oppure possiamo aiutarci con degli stuzzicadenti piantanti dentro il seme (non troppo in profondità mi raccomando) e incastrati sulla bottiglia. Non avete capito nulla? Non vi preoccupate ho messo una foto per spiegarvi meglio.


Una volta fatta la struttura dobbiamo aspettare che spunti la radice e nel frattempo dobbiamo cambiare l’acqua ogni volta che si sporca (alcuni agronomi suggeriscono tutti i giorni).
Se siete sfaticati (e vi capisco) su Amazon troverete anche degli inutilissimi kit per coltivare gli avocado, inutili perché come vi ho descritto potete benissimo aiutarvi con oggetti che trovate in casa, ma se volete essere sicuri vi lascio il link.



La radice

Una volta che la radice vi sembrerà bella resistente potete piantare la vostra piantina. Togliete gli stuzzicadenti e piantate il seme in un vaso abbastanza ampio (di almeno 25-30 cm) colmo di terriccio universale. In questa prima messa a dimora, assicuratevi che la parte superiore del seme rimanga ancora esposta all’aria.

Crescita

L’avocado è una pianta tropicale che difficilmente resiste sotto i 4°C ecco perché vi consiglio per i primi anni di tenere la pianta in un vaso così da poterla riporre in casa durante i periodi freddi e fuori sul balcone o giardino durante primavera/estate. Quando sarà diventata abbastanza grande da poterla piantare in giardino potete avvolgerla con un telo di plastica durante l’inverno.

Potatura

Quando la piantina sarà arrivata a misurare all’incirca 15-20 centimetri, va spuntata di 5-7 centimetri. Si lo so vi sembrerà di uccidere la vostra piantina ma questo non solo incoraggerà la crescita ma aiuterà la pianta a fortificare il fusto. L’avocado adulto non ha bisogno di essere potato ma, nella fase di accrescimento, che può durare un paio di anni, le potature dovranno essere frequenti.

Famiglia di avocado

Ho una brutta notizia per voi, si lo so forse avrei dovuto dirvelo all’inizio ma sareste arrivati fino a questo punto a leggere? Purtroppo vi serviranno più piante di avocado per arrivare ad avere dei frutti. Quindi almeno che i vostri vicini non hanno anche loro iniziato la coltivazione di una bella pianta di avocado vi toccherà tenere più piante. Perché? Perché i fiori sono di tipo ermafrodito, ossia hanno sia gli organi sessuali maschili che femminili. Servono due piante, ma non finiscono qua i problemi.
Le piante di avocado da questo si distinguono in due gruppi:

Nel primo gruppo i fiori possiedono la ricettività del pistillo durante la mattina del primo giorno, si comportano cioè da fiore femminile. Il problema è che allo stesso tempo hanno le antere piegate e quindi il polline non può effettuare la fecondazione. Nel pomeriggio del secondo giorno invece si comportano come fiori maschili.

Nel secondo gruppo avviene esattamente il contrario. Pertanto per effettuare la fecondazione e ottenere la produzione è indispensabile la concomitante presenza di piante di entrambi i gruppi (impollinazione incrociata).

Fine

Un ultimo consiglio voglio darvi prima di concludere, cercate nella vostra zona degli agronomi o negozi adibiti alla vendita di concimi e prodotti per le piante così che per qualsiasi dubbio o cura delle vostre piante potrete rivolgervi a loro che senza dubbio vi sapranno indirizzare nella retta via. Purtroppo anche le piante sono soggette a malattie o malnutrizione per questo dobbiamo prenderci cura di loro.
Buona fortuna con la vostra coltivazione di avocado, tra qualche anno mandatemi le foto dei vostri frutti.

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